𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐜𝐢 𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐢𝐥 𝐑𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐏𝐨𝐯𝐞𝐫𝐭𝐚̀ 𝟐𝟎𝟐𝟓? Che la povertà in Italia sembra un problema “𝑓𝑢𝑜𝑟𝑖 𝑐𝑎𝑚𝑝𝑜” lontano, ma in realtà è vicinissimo. E i dati lo raccontano chiaro.
📍𝐋𝐚 𝐩𝐨𝐯𝐞𝐫𝐭𝐚̀ 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐝𝐢. È disuguaglianza economica, sociale, di opportunità, libertà. E cresce: dal 1990 al 2020 i salari reali medi in Italia sono calati del 2,9%, i lavoratori a basso salario sono passati dal 25,9% al 32,2%, colpendo soprattutto donne, giovani e Sud. 𝐎𝐠𝐠𝐢 𝟐𝟓 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐩𝐨𝐯𝐞𝐫𝐢 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐢 𝟕.𝟎𝟎𝟎 𝐞𝐮𝐫𝐨, mentre i più ricchi lo hanno più che raddoppiato. 10 milioni di adulti non hanno risparmi sufficienti per affrontare imprevisti.
📍𝐏𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚 𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞, 𝐩𝐨𝐯𝐞𝐫𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐯𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨. Anche se la povertà non è da considerarsi una causa, ma un effetto della violenza. Oltre 60mila donne in Italia nel 2023 si sono rivolte a un centro antiviolenza. Il 76% di loro non aveva autonomia economica.
📍𝐋𝐚 𝐩𝐨𝐯𝐞𝐫𝐭𝐚̀ 𝐞̀ 𝐦𝐮𝐥𝐭𝐢𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞: nel 2024 i Centri di Ascolto Caritas hanno aiutato 277.775 famiglie, spesso con più di un tipo di bisogno contemporaneamente. La violenza sulle donne, la precarietà lavorativa, la mancanza di casa o i disturbi psicologici non sono casi isolati: si intrecciano e aggravano il disagio.
📍𝐄 𝐩𝐨𝐢 𝐜’𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐳𝐳𝐚𝐫𝐝𝐨: nel 2024 gli italiani hanno “giocato” 157 miliardi di euro, spendendo dietro l’azzardo più di 104 milioni di giornate lavorative. Chi ha meno paga di più.
📍𝐋𝐚 𝐩𝐨𝐯𝐞𝐫𝐭𝐚̀ 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐢𝐬𝐜𝐞 𝟐,𝟑𝟔 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞 che spendono quasi il 9% del loro budget in luce e gas. E la crisi climatica non fa che aumentare le disuguaglianze.
Parlare di povertà oggi significa capire che non è un fenomeno “fuori campo”. Colpisce tutti, spesso senza che ce ne accorgiamo. 𝐂𝐚𝐫𝐢𝐭𝐚𝐬 𝐜’𝐞̀, 𝐬𝐮𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨, 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨, per restituire dignità, autonomia e futuro a chi lotta per non essere lasciato indietro.
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